La severità del nuovo Codice della Strada sta facendo ancora discutere dopo mesi dalla sua emanazione. Ora c’è altro, con una ulteriore, severissima proposta.
Nuovo Codice della Strada, da due mesi chi si mette al volante o in sella ad un ciclomotore trema e ne ha ben donde. Da metà dicembre c’è stata l’introduzione di alcune misure molto severe, alcune delle quali potrebbero avere ripercussioni significative per i motociclisti, specialmente per coloro che decidono di viaggiare al di fuori dei confini italiani. In particolare, una proposta avanzata in Grecia potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui i motociclisti vengono trattati nelle stazioni di rifornimento.

Nelle affollate strade greche, è comune osservare motociclisti che sfrecciano senza casco. Comportamento impensabile da noi e che può far rabbrividire in molti, abituati a rispettare le norme di sicurezza stradale. La cosa poi potrebbe avere delle ripercussioni anche in Italia in quanto è stata proposta una soluzione tanto drastica quanto potenzialmente efficace. Il governo greco ha deciso di affrontare la questione della sicurezza in modo innovativo.
In moto senza casco? Non puoi fare benzina
Chi non indossa il casco potrebbe trovarsi impossibilitato a rifornirsi di carburante. Questa proposta, lanciata dal ministro della Salute Adonis Georgiadis, ha suscitato reazioni contrastanti nel paese. La misura è stata concepita come un modo per ridurre il numero di incidenti mortali tra i motociclisti, in particolare tra i più giovani, spesso convinti che il pericolo non li riguardi. Certe situazioni non vengono mai accostate a noi stessi, invece gli imprevisti sono sempre dietro all’angolo. Soprattutto quando ci si comporta in maniera poco o del tutto imprudente.
Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Grecia ha registrato un numero preoccupante di decessi a causa di traumi cranici. Di fronte a questa realtà, il ministro ha suggerito che i gestori delle pompe di benzina diventino una sorta di sentinelle della sicurezza, negando il rifornimento a chi non rispetta le norme. L’idea di negare il rifornimento di carburante a chi non indossa il casco però ha sollevato anche una serie di interrogativi e critiche.

I gestori delle stazioni di servizio si sono opposti fermamente a questa iniziativa, affermando che il loro compito è vendere carburante, non fare da poliziotti. Le proteste emerse però non hanno avuto un impatto significativo sulla proposta. In un contesto in cui il rispetto delle regole stradali è spesso trascurato, la misura di Georgiadis potrebbe sembrare un tentativo inusuale di affrontare un problema annoso.
Una eventuale norma facilmente aggirabile
Questo approccio ha anche sollevato preoccupazioni pratiche: cosa succede se un motociclista dovesse arrivare con il casco attaccato al manubrio della moto? Potrebbe essere in grado di rifornirsi? E chi ci dice che una persona non abbia compiuto un lungo tragitto senza casco salvo poi fermarsi a pochi metri dal distributore appositamente per indossarlo e non avere problemi di rifornimento? Queste situazioni paradossali potrebbero causare conflitti tra i clienti e i benzinai, costringendo questi ultimi a una gestione difficile e potenzialmente conflittuale delle loro attività quotidiane.

Le strade di Atene, nel frattempo, continuano a essere affollate di motociclisti imprudenti, un’immagine che sembra ripetersi incessantemente. La proposta di legge di Georgiadis mira a interrompere questo ciclo, ma la sua applicazione pratica rimane incerta e controversa. In bar e piazze, la discussione infuria: molti cittadini esprimono le loro opinioni, riflettendo sulla validità e sull’efficacia della misura. E ci sono novità anche per i neopatentati, sempre in fatto di nuovo Codice della Strada.