Il gruppo Stellantis non trova pace, alla crisi che affligge il settore dell’automotive ora si sommano anche le sanzioni da quasi 300 milioni di euro.
Non c’è pace per Stellantis, il super gruppo delle motorizzazioni, afflitto da anni da una profonda crisi, crisi che sta massacrando il settore dell’automotive, travolgendo qualsiasi marchio al mondo, e che ora vede complicarsi ulteriormente le cose, a causa del rischio sanzioni da quasi 300 milioni di euro. Nei prossimi mesi, infatti, l’azienda potrebbe sborsare un maxi risarcimento per danni di produzione.

Il settore delle automobili sta attraversando un periodo di gravi difficoltà, con il numero di vetture vendute in progressivo calo, e un crollo avvenuto a partire dal 2020 e che non sembra rallentare. Le auto costano troppo per le tasche dei cittadini, persino quelle da città, le più economiche, che ormai hanno raggiunto prezzi proibitivi, e così gli automobilisti si orientano sul mercato dell’usato, dove anche in questo caso le auto di seconda mano hanno subito forti incrementi di prezzo.
Dopo il crollo delle vendite, ora insorge un altro problema per Stellantis
Vendite di automobili crollate, nessuno le compra più, le endotermiche costano troppo, inoltre hanno il destino segnato dalla transizione Green, le elettriche, invece, oltre al costi esorbitanti, presentano evidenti problemi di gestione, con le colonnine di ricarica poco diffuse e gli spazi urbani da ripensare, con le città ancora troppo indietro con i lavori.
In più, le materie prime hanno subito un aumento enorme, iniziano a scarseggiare, i conflitti geopolitici e le innovazioni tecnologiche fanno lievitare ulteriormente i costi di produzione. Insomma, lo scenario è drammatico, una cataclisma che si è abbattuto su tutti i marchi del settore.

Stellantis, come gli altri gruppi, sta attraversando un periodo davvero tremendo, i suoi stabilimenti lavorano a singhiozzo, producendo un terzo di quanto dovrebbero e restando chiusi per diversi mesi, i dipendenti a rischio licenziamento, molti in cassa integrazione, altri tenuti a stipendio minimo. Ma i problemi non finiscono qui.
Ora Stellantis si trova davanti a un altro problema e rischia di pagare una multa di quasi 300 milioni di euro per via di un difetto sui propri veicoli. Si tratta del già segnalato difetto sugli airbag Takata, installati in tutti i veicoli prodotti nei suoi stabilimenti. Tre associazioni di consumatori chiedono un risarcimento per 190 mila automobilisti, proprietari in particolare delle Citroen C3 e DS3.
Rischio risarcimenti per 285 milioni di euro: Stellantis costretta a pagare per gli airbag difettosi di Citroen
Il prossimo 28 febbraio sapremo come questa vicenda finirà, con la pronuncia del verdetto da parte del Tribunale. L’azienda giapponese Takata ha fornito migliaia di airbag difettosi, costringendo gli automobilisti a effettuare controlli in officina, per evitare eventuali rischi di sicurezza in strada. In particolare, sotto accusa sono gli airbag installati nei modelli Citroen C3 e Citroen DS3, prodotti tra il 2009 e il 2019. La vicenda ora è arrivata alla Corte di Appello di Torino.

Codacons, Adusbef e Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi lamentano gravi inefficienze nella campagna di richiamo dei veicoli. Il Tribunale di Torino aveva chiesto, lo scorso autunno, di effettuare tutti i controlli entro il 31 gennaio 2025, installando nuovi kit airbag e di fornire auto sostitutive ai clienti coinvolti. Le associazioni di consumatori ora chiedono i danni.
I rimborsi richiesti sono di 1.500 euro per ogni automobilista, per un totale di 190 mila automobilisti. Il totale? Ben 285 milioni di euro. Il malfunzionamento degli aibag Takata ha creato condizioni rischiose per i conducenti, ma anche stress e disagi per la sostituzione in officina delle componenti difettose. Oggi, la società Takata è andata fallita, proprio per via degli enormi risarcimenti dovuti nel corso degli anni.