I commercianti sono sul piede di guerra, le nuove normative riguardanti il Codice della Strada stanno causando drastiche perdite.
Il nuovo Codice della Strada, entrato in vigore lo scorso dicembre, ha dato un vero scossone. Le nuove normative, con l’inasprimento delle sanzioni e addirittura la sospensione della patente per diversi giorni, hanno sollevato molteplici polemiche, e aumentato anche un certo timore tra gli automobilisti. Dopo le proteste di questi ultimi, ora insorgono anche i commercianti. Per quale motivo?

I commercianti, in particolare gestori di pub, bar e ristoranti, sono stati danneggiati dalle nuove regole del Codice della Strada. Queste, infatti, hanno fatto calare il consumo di bevande alcoliche. Nonostante le limitazioni siano rimaste le stesse degli anni passati, ossia la soglia di 0,5 grammi di alcol per litro, le multe triplicate e le sospensione della patente hanno generato molta paura tra i consumatori.
Le sanzioni legate al nuovo Codice della Strada hanno provocato un calo nei consumi di alcol
La paura gioca un ruolo fondamentale nell’applicazione della nuova legge stradale, e ciò che sembrerebbe un aspetto positivo, con tante persone che non bevono più, o bevono con moderazione, dà origine anche ad aspetti negativi, almeno se li si osserva dal punto di vista dei commercianti. In molti, infatti, accusano le istituzioni di aver fatto una pessima comunicazione.
A tal proposito, nelle ultime ore è insorta l’associazione delle enoteche italiane, la quale non si schiera contro le normative vigenti, ma riporta il danno economico che queste stanno portando al settore. A distanza di due mesi dall’applicazione del nuovo Codice della Strada, è già tempo di bilanci. La paura di multe e di sospensione della patente ha portato un calo sul consumi degli alcolici.

Vino e birra, soprattutto, sono le bevande più colpite. Il calo era stato notato già durante le feste natalizie. Il problema è stato ingrandito dalla cattiva comunicazione da parte delle istituzioni. Le enoteche si sono trovare di fronte a numerosi dubbi e “a soggettive interpretazioni dei consumatori”. I commercianti non sono contro le normative, perché salvano tante vite e diminuiscono gli incidenti, ma per il commercio delle bevande alcoliche è sicuramente un danno.
Restrizioni sul consumo di alcol, i gestori di pub e ristoranti propongono le alternative
Le restrizioni sul consumo dell’alcol stanno provocando danni al settore, e così i gestori di bar, ristoranti e pub si uniscono e propongono le alternative più idonee. Ad esempio, si chiede un maggiore rafforzamento dei mezzi pubblici, per evitare che i consumatori guidino le auto, oppure una maggiore collaborazione con i tassisti, magari aumentando il numero di licenze.

Non solo mobilità, ma c’è chi propone una nuova idea di mercato, ossia puntando sui vini e birre analcolici, sempre più diffusi nel mondo. Si tratta di un’alternativa valida sia per gli esercenti che per i consumatori. Bevande senza alcol, ma identiche a quelle alcoliche, rappresentano il futuro del settore e una valida opportunità per i produttori.