Donald Trump prosegue con la sua controversa politica e nel recente intervento in Florida ha ribadito la volontà di applicare i dazi all’Europa.
Il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump non smette di far parlare di sé. Questo è il suo momento, ed è chiamato ad affrontare una lunga serie di eventi che stanno accadendo nel mondo. Tra questi, la guerra in Ucraina, con la volontà di chiuderla, trovando un accordo con il Cremlino e prendendosi le terre rare ucraine, oppure la guerra in Medio Oriente, con gli accorti con Israele e Palestina.

Ma non solo, perché Trump deve stringere nuovi accordi commerciali con la Cina e con l’Europa. Proprio con quest’ultima è chiamato a rafforzare gli accordi, rispettando tutti i patti. Eppure, la politica del presidente USA sta facendo ampiamente discutere, dopo l’annuncio dell’applicazione dei dazi tra il 10% e il 25% sui prodotti importati dall’Europa. Si tratta di una strategia che farebbe vacillare il Vecchio Continente.
Donald Trump tira dritto e impone i dazi sui prodotti europei: il mercato dell’auto perderà miliardi
Nel recente intervento avvenuto a Mar a Lago, località della Florida, Donald Trump ha ribadito la sua linea politica per favorire il mercato interno, volendo applicare i dazi sui prodotti stranieri. Una politica che va a colpire direttamente l’Europa, il principale mercato fornitore americano, abbattendosi su ogni settore, da quello alimentare a quello dei motori.
Dopo aver denunciato la UE di aver praticato una strategia ingiusta nei confronti degli Stati Uniti, Trump ha annunciato l’applicazione dei dazi sui prodotti del Vecchio Continente. Farmaci, microchip, automobili, vino, pasta, abbigliamento, tutto aumenterà di prezzo, con la conseguenza che le vendite subiranno un crollo. Se il settore del vino stima una perdita di 330 milioni di euro, il mercato dell’auto, già al tracollo da alcuni anni, perderà miliardi.

La ripicca di Trump deriva dal fatto che il mercato americano sia popolato da vetture europee, mentre l’Europa non importa quasi nulla dei veicoli statunitensi. Anzi, l’Europa sta puntando sul mercato cinese, più conveniente, non conoscendo affatto i marchi americani. Una trattamento iniquo, secondo il presidente USA. Senza contare che la UE, per importare le auto americane, impone dazi al 10%, contro gli attuali 2,5% degli Stati Uniti nei confronti delle autovetture europee.
Dazi al 25% per le automobili europee, la folle contromossa di Trump nei confronti dell’Europa
“Abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari, perché non vogliono le nostre auto, non vogliono i nostri prodotti agricoli, non vogliono nulla di americano. Dobbiamo risolvere questa situazione”, ha lamentato Trump nel suo comizio. In risposta, i rappresentanti dei paesi europei, per scongiurare i dazi, che saranno introdotti dal prossimo 2 aprile, hanno deciso di collaborare per stringere nuovi accordi commerciali con gli Stati Uniti.
C’è chi parla di ritorsione della Casa Bianca, mentre Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione Europea, ha ammesso di volere fare accordi per un mercato più equo, per scongiurare i dazi. Insomma, l’insediamento di Trump sta stravolgendo gli equilibri decennali del mercato mondiale, e mettendo in discussione accordi tra USA – Europa in vigore dal 1975.

Gli Stati Uniti hanno già avviato i dazi per la Cina al 10%, al 25% per Messico e Canada. I dazi al 25% sui prodotti europei, in particolare sui veicoli, si tradurrebbero in aumento di circa 3 mila dollari sul prezzo di listino di ogni auto. Le aziende europee perderebbero miliardi di introiti, affliggendo un mercato che già versa nella crisi più nera.
Basti pensare che Stellantis vende circa il 40% dei propri veicoli negli Stati Uniti, Volkswagen ha un mercato che vale il 44% negli USA. Ciò determinerebbe un crollo di oltre 10 miliardi di dollari. Ma la politica di Trump è fortemente contrastata da molti contribuenti americani, i quali si ritroverebbero a pagare molto di più per l’acquisto di prodotti stranieri, non solo auto.