Era stata presentata al mondo soltanto pochi anni fa, nel 2014, e ora l’azienda americana Nikola dichiara il fallimento.
Si era presentata al mondo con l’idea di una mobilità rivoluzionaria e l’annuncio di un concept di veicoli a zero emissioni. Fondata nel 2014, a Phoenix, Arizona, l’azienda Nikola è specializzata sulla produzione di veicoli con motorizzazione elettrica. Nel 2020, tra l’altro, aveva annunciato di puntare su una alimentazione alternativa, sfruttando l’idrogeno, energia che avrebbe affiancato all’elettrico.

Eppure, oggi la Nikola è pronta a dichiarare il fallimento, per via di un debito da 200 milioni di dollari, con tanto di accuse di frode da parte del fondatore Trevor Milton. La società che sembrava poter rivoluzionare il mondo delle quattro ruote, soprattutto per i veicoli pesanti, ora è in ginocchio, e il suo sogno sembra infrangersi definitivamente. Ora cosa succederà?
Nikola, l’azienda di camion elettrici e a idrogeno è in ginocchio: dichiarata banca rotta
Progetti abortiti, accordi con altre società saltati, vendite poco soddisfacenti, scandali e crisi finanziarie hanno messo in ginocchio il colosso americano. L’azienda ha persino fatto ricorso al Chapter 11, che prevede la vendita degli asset per recuperare capitale, una procedura prevista negli Stati Uniti che consente di saldare i propri debiti senza chiudere definitivamente.
Eppure, il tracollo che si è abbattuto sulla Nikola sembra irrecuperabile, tanto che l’azienda è stata costretta a dichiarare il fallimento, vedendo il valore delle sue azioni precipitare del 97%. E pensare che soltanto cinque anni fa, nel 2020, l’azienda era stata quotata in borsa per un valore di 29 miliardi di dollari. Dopo la presentazione dei camion a idrogeno, però, sono emersi i problemi.

Più che problemi, è emersa la verità: il prototipo presentato dall’azienda non era vero, il camion ripreso nei video e presentato al mondo intero, non era funzionante. Il fondatore Milton, a seguito dello scandalo, è stato accusato di frode. Multato per un milione di euro, l’imprenditore è stato condannato a quattro anni di prigione. Lo scandalo ha minato l’immagine dell’azienda, e così Nikola ha iniziato a crollare su se stessa.
Banca rotta per Nikola, l’azienda del futuro: tra scandali, problemi tecnici e verità nascoste
Ad aggravare la situazione, oltre all’arresto del fondatore e alla brutta figura durante la presentazione dei suoi veicoli a idrogeno, la Nikola è stata colpita anche da una serie di problematiche tecniche, come il richiamo dei camion prodotti nel 2023, tutti difettosi e con le batterie a rischio incendio.

Insomma, tutto ciò ha scoraggiato i clienti dell’azienda, la quale non ha più ricevuto ordini e ha fatto fuggire via i suoi partner. Un’azienda che ha lavorato malissimo sin dall’inizio, la quale per un decennio ha rappresentato il sogno di una mobilità migliore e pulita, ma che alla fine si è rivelata solo fumo. E ora?
Nikola spera di rialzarsi ed è alla ricerca di un nuovo acquirente, capace di farla risorgere. Al momento, sarebbero tre gli imprenditori interessati, ma la sfida è dura e gli investimenti sono enormi. Entro il prossimo 10 marzo l’azienda dovrà trovare un nuovo acquirente, ma non è detto che ci riesca. Nel frattempo, gli 80 camion a idrogeno prodotti nel 2024 sono rimasti invenduti, causando una perdita di 200 milioni di dollari.